Stent e innesti di bypass all'angio-TC coronarica (CAD-RADS 2.0)
Dott. David F. Cuevas Cueto · Aggiornato il 27 settembre 2026 · Fonti: SCCT 2026 e CAD-RADS 2.0
Nel paziente rivascolarizzato, ogni stent e ogni innesto si descrive per sede e pervietà, e la sua stenosi si gradua con la scala dei vasi nativi. Le definizioni seguono il consenso SCCT 2026 e il CAD-RADS 2.0, che ne segnala la presenza con i modificatori S e G ed esclude dalla categoria la stenosi bypassata da un innesto completamente pervio.
L'essenziale
Uno stent è pervio solo se si opacizza al suo interno, perché il contrasto a valle può arrivare da circoli collaterali.
La restenosi intra-stent si ricerca lungo tutto lo stent e ai suoi margini, e si gradua con la scala delle stenosi native.
Uno stent non valutabile dà CAD-RADS N se non c'è un'altra stenosi pari o superiore al 50%, e la S si mantiene, come in N/P2/S.
S e G indicano la presenza di stent o innesti, non modificano la categoria e si scrivono in quest'ordine, dopo N, HRP e I.
Una stenosi bypassata da un innesto completamente pervio non conta per la categoria, ma l'innesto, la sua anastomosi distale e il letto distale si graduano.
Un innesto occluso dà CAD-RADS 5, e i rami nativi prossimali alla sua anastomosi tornano a essere interpretati.
Tabella 1. Come contano stent e innesti per la categoria CAD-RADS 2.0. La stenosi di uno stent o di un innesto si gradua con la scala dei vasi nativi, e la categoria del paziente deriva dalla stenosi più grave tra quelle che contano.
Situazione
Come conta per la categoria
Modificatore
Esempio nel CAD-RADS 2.0
Stent pervio
Non aggiunge grado. La categoria deriva dalle altre lesioni.
S
2/P1/S
Restenosi intra-stent
Come una stenosi nativa (70–99% dà 4A)
S
4A/P3/S
Stent occluso
100%, categoria 5
S
—
Stent non valutabile
N al posto del numero se non c'è un'altra stenosi ≥50%. Se c'è, la N si aggiunge come modificatore.
S
N/P2/S
Innesto pervio
Non aggiunge grado, e la stenosi nativa che bypassa non conta
G
2/P2/G
Innesto con stenosi
Come un vaso nativo, all'anastomosi o nel corpo
G
—
Innesto occluso
100%, categoria 5. I rami nativi prossimali all'anastomosi tornano a essere interpretati.
G
5/P3/G
Segmento nativo bypassato da innesto pervio
Non conta. Si descrive nei reperti.
G (per l'innesto)
2/P4/G
Fonte: CAD-RADS 2.0, sezioni 3.3.2, 3.3.3 e 3.3 (esempi di ordine), Figure 13 e 14; SCCT 2026, pp. 19–20 e Tabella 5, p. 51.
Stent valutabile e non valutabile Evaluable and nonevaluable stent#
Altri nomi:stent non interpretabile, stent con valutazione del lume limitata, non-evaluable stent
Uno stent è valutabile quando il suo lume si vede con chiarezza sufficiente per graduare la restenosi. Se il blooming delle maglie metalliche (strut), il calcio o il movimento lo nascondono, lo stent si referta come non valutabile.
Come si scrive nel referto
Stent dell'interventricolare anteriore prossimale non valutabile: l'artefatto da blooming delle maglie impedisce di valutare il lume e di graduare la restenosi.
«N» sullo stent cancella anche la placca nativa del segmento esterna allo stent, che non ricompare togliendo la N; non ancora corretto (verificato sulla mappa il 2026-10-08).
Fonte: SCCT 2026, testo sugli stent coronarici (sezione h), artefatto da blooming (sezione e) e Tabella 5, pp. 19, 27 e 51 · “evaluation of in-stent restenosis (ISR) is highly dependent on stent size, material composition, strut thickness, overlapping segments, overlying dense calcification, and CCTA acquisition and reconstruction protocol”
Dettagli
Nella pratica. Si esamina in sezioni trasversali e in ricostruzione curva, con finestra ampia, strati sottili e kernel di ricostruzione ad alta risoluzione (sharp), oppure con immagini monoenergetiche virtuali ad alta energia, se disponibili. La valutazione dipende dal calibro, dal materiale e dallo spessore delle maglie dello stent, dalla sovrapposizione di stent, dal calcio denso sovrapposto e dal protocollo di acquisizione e ricostruzione.
Errore da evitare. Refertare come pervio uno stent di piccolo calibro il cui lume è nascosto dal blooming. Se il lume non si vede, lo stent è non valutabile e va refertato come tale.
In altre fonti. I criteri di appropriatezza del 2010 consideravano inappropriata l'angio-TC coronarica per valutare stent di diametro inferiore a 3 mm o non noto. La SCCT 2026 non fissa un diametro minimo. (Taylor 2010, criteri di appropriatezza (AUC) della TC cardiaca, Tabella 6; SCCT 2026, p. 19)
In CCTA Map
Nell'editor dello stent, il pulsante «N» lo segna come non valutabile. La bozza del referto riporta «stent non valutabile per restenosi a causa di artefatto o piccolo calibro» e mantiene la S. Le conclusioni aggiungono una riga sull'accuratezza limitata dell'angio-TC coronarica negli stent di piccolo calibro. Limitazione del programma: «N» cancella anche l'eventuale placca nativa dello stesso segmento esterna allo stent, e premere di nuovo «N» non la ripristina. La bozza smette di descriverla e, come ogni segmento N, il segmento non concorre più al SIS della P automatica. Se quella placca è visibile, descriverla con «✎ Modifica bozza». Se la valutazione globale della placca è affidabile, fissare la P con «Seleziona P».
Testo letterale del modello della mappa
Interventricolare anteriore (LAD): segmento prossimale: stent non valutabile per restenosi a causa di artefatto o piccolo calibro; restante decorso del vaso senza lesioni. Rami D1, D2: assenza di lesioni.
Circonflessa (LCX): segmento prossimale: placca parzialmente calcifica che determina stenosi lieve (25-49%); restante decorso nella norma. Rami OM1, OM2: assenza di lesioni.
Coronaria destra (RCA): segmento prossimale: placca parzialmente calcifica che determina stenosi minima (1-24%); segmento medio: placca parzialmente calcifica che condiziona stenosi lieve (25-49%); restante decorso nella norma. Rami AM, PDA, PL: assenza di lesioni.
Conclusioni Studio non diagnostico per coronaropatia ostruttiva. Categoria CAD-RADS N/P2/S.
Malattia non ostruttiva in LCX e RCA.
La CCTA ha un'accuratezza limitata per la restenosi negli stent di piccolo calibro (circa <3 mm); considerare l'imaging funzionale o l'angiografia invasiva se clinicamente sospetta.
Segmenti non valutabili: interventricolare anteriore (LAD) prossimale.
Non viene assegnato alcun grado numerico di stenosi: in questo contesto l'angio-TC coronarica non può guidare la gestione e non può essere esclusa una coronaropatia ostruttiva. Considerare una valutazione aggiuntiva o alternativa (ripetizione della CCTA, imaging funzionale/da stress o angiografia invasiva).
Figura 1. Una stessa banda di blooming copre una frazione maggiore del lume in uno stent di piccolo calibro. Il suo spessore è illustrativo e dipende dallo stent, dal kernel e dall'apparecchiatura.
Altri nomi:restenosi intrastent, restenosi dello stent, in-stent restenosis, classificazione di Mehran(quattro pattern angiografici di restenosi; la SCCT 2026 ne ammette l'adattamento alla TC)
Si definisce restenosi intra-stent il restringimento del lume all'interno dello stent o ai suoi margini. La SCCT 2026 la classifica come assente, lieve (<50%), significativa (≥50%), occlusione o non valutabile. Per la categoria CAD-RADS si gradua con la scala delle stenosi native, per cui una restenosi significativa può essere moderata o grave.
Come si scrive nel referto
Stent della coronaria destra prossimale pervio, con restenosi intra-stent moderata (50–69%).
Da non confondere: Pervio indica che c'è contrasto all'interno dello stent, non che manchi un restringimento: uno stent pervio può avere una restenosi.
con il cursore, la restenosi compare solo come valore numerico, senza il termine né l'intervallo; non ancora corretto (verificato sulla mappa il 2026-10-08).
Fonte: SCCT 2026, Tabella 5, dichiarazioni di consenso sull'interpretazione (raccomandazione forte), p. 51 · “In-stent restenosis is classified as absent, mild (<50%), significant (≥50%), occlusion, or non-evaluable.”
Dettagli
Nella pratica. Si percorre l'intero stent con i suoi margini in sezioni trasversali e in ricostruzione curva, e si annota se la restenosi è focale o diffusa e se supera i margini dello stent.
Errore da evitare. Scambiare per iperplasia neointimale la banda ipodensa che l'indurimento del fascio lascia accanto alle maglie. Prima di graduare la restenosi si controlla un'altra fase ricostruita.
In altre fonti. In angiografia si usa la classificazione di Mehran, con quattro pattern. Il pattern I è focale, di 10 mm o meno, e il II è diffuso ma confinato allo stent. Il III è diffuso e supera i margini dello stent, e il IV è l'occlusione totale. La SCCT 2026 ne ammette l'applicazione alla TC. (Mehran 1999, Circulation, abstract; SCCT 2026, p. 19)
In CCTA Map
Con il tipo «▢ Stent», il grado impostato dopo corrisponde alla restenosi; selezionando «▢ Stent», il grado torna a 0. Con i pulsanti di «Gravità», la bozza del referto riporta «restenosi intra-stent lieve (<50%)» oppure «significativa» con il suo intervallo, come «significativa (50-69%)», e la categoria la considera come una stenosi nativa. Anche una placca disegnata dentro lo stent viene letta come restenosi. Una placca nativa dello stesso segmento, esterna allo stent, si descrive a parte come placca, prossimale o distale allo stent. Limitazione del programma: con il cursore «Grado di stenosi», la bozza riporta solo il valore numerico, senza termine né intervallo, come «restenosi intra-stent del 60% circa». Aggiungerli con «✎ Modifica bozza».
Testo letterale del modello della mappa
Interventricolare anteriore (LAD): segmento prossimale: restenosi intra-stent significativa (50-69%); restante decorso del vaso senza lesioni. Rami D1, D2: assenza di lesioni.
Coronaria destra (RCA): segmento medio: placca parzialmente calcifica che condiziona stenosi lieve (25-49%); restante decorso nella norma. Rami AM, PDA, PL: assenza di lesioni.
Restenosi intra-stent significativa (≥50%) in interventricolare anteriore (LAD) prossimale: determina la categoria; correlare con l'ischemia e valutare la rivascolarizzazione.
Figura 2. La restenosi si ricerca lungo tutto lo stent e nei 5 mm esterni a ciascun margine. Se l'interno dello stent non si opacizza, il contrasto a valle non dimostra che sia pervio.
Occlusione totale intra-stent In-stent total occlusion#
Altri nomi:occlusione dello stent, stent occluso, occlusione intrastent, in-stent occlusion
Si ha occlusione totale intra-stent quando un tratto del lume dello stent non mostra contrasto. Equivale a una stenosi del 100% e dà CAD-RADS 5.
Come si scrive nel referto
Stent della coronaria destra media con occlusione totale intra-stent, senza contrasto in un tratto del lume.
Da non confondere: Il contrasto nell'arteria a valle non dimostra che lo stent sia pervio, perché può arrivare da circoli collaterali; la pervietà richiede contrasto all'interno dello stent.
Fonte: SCCT 2026, testo sugli stent coronarici (sezione h), p. 19 · “The presence of contrast medium distal to a stent alone is not a definitive sign of patency; contrast opacification should be demonstrated within the stent to establish patency.”
Dettagli
Nella pratica. Si segue il lume in ricostruzione curva lungo tutto lo stent. Lo stent è pervio se c'è contrasto prima, dentro e dopo di esso. L'occlusione si riporta come totale, senza presumere che sia cronica.
Errore da evitare. Definire occlusione totale uno stent che conserva un lume residuo minimo, che può essere difficile da vedere. Quel lume corrisponde a una restenosi grave (70–99%), che non dà CAD-RADS 5; l'occlusione richiede l'assenza di qualsiasi opacizzazione.
In altre fonti. Nella letteratura interventistica, l'occlusione totale cronica, compresa quella intra-stent, è una stenosi del 100% con flusso TIMI 0 da più di tre mesi. Poiché la TC non permette di stabilire questa durata, il glossario parla di occlusione totale intra-stent e non la definisce cronica. (Galassi 2019, consenso EuroCTO, definizione ed epidemiologia)
In CCTA Map
Con il tipo «▢ Stent» al 100%, la bozza del referto riporta «occlusione intra-stent totale (stent occluso)», la categoria è 5 e le conclusioni aggiungono una riga sullo stent occluso.
Testo letterale del modello della mappa
Coronaria destra (RCA): segmento medio: occlusione intra-stent totale (stent occluso); restante decorso nella norma. Rami AM, PDA, PL: assenza di lesioni.
Conclusioni Occlusione coronarica totale di almeno un vaso. Categoria CAD-RADS 5/P1/S.
Malattia ostruttiva (≥50%) in RCA.
Stent occluso (coronaria destra (RCA) media): occlusione totale intra-stent; il territorio dipende dalla circolazione nativa/collaterale. Correlare con l'ischemia e valutare il reintervento.
La S indica la presenza di almeno uno stent coronarico in qualsiasi punto dell'albero coronarico. Non modifica la categoria, che si assegna in base alla stenosi più grave, che si trovi o meno all'interno di uno stent.
Fonte: CAD-RADS 2.0, sezione 3.3.2 · “The modifier “S” indicates the presence of at least one coronary stent anywhere in the coronary system.”
Dettagli
Nella pratica. Uno stent senza restenosi non aggiunge grado. La restenosi si gradua come una stenosi nativa e lo stent occluso dà 5. Lo stent non valutabile dà N se non c'è un'altra stenosi pari o superiore al 50%; se c'è, si gradua quella stenosi e la N si aggiunge come modificatore.
Errore da evitare. Omettere la S perché lo stent è pervio. La S segnala la presenza dello stent e si scrive anche in assenza di restenosi.
In altre fonti. Il CAD-RADS 1.0 poneva la S al secondo posto, dopo la N, e usava la V per la placca vulnerabile. Un paziente con stent e stenosi moderata ad alto rischio si codificava «3/S/V». Il CAD-RADS 2.0 ha sostituito la V con HRP, ha aggiunto la P e pone la S dopo HRP e I, come in «3/P3/HRP/S». (CAD-RADS 1.0, sezione 3.3.5, p. 275; CAD-RADS 2.0, sezioni 3.3.4 e 3.3)
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La mappa aggiunge la S non appena un segmento ha una lesione di tipo «▢ Stent». Lo stent non accetta caratteristiche HRP, e nemmeno la placca disegnata al suo interno, che viene letta come restenosi. Una placca nativa dello stesso segmento, esterna allo stent, invece le accetta e può dare HRP, come in «CAD-RADS 2/P1/HRP/S». Uno stent senza restenosi né altra placca dà CAD-RADS 1/S; è un criterio proprio della mappa. Con S o G e il contesto clinico «Stabile», la gestione suggerita per la categoria 3 propone CTP o test da stress e precisa che la CT-FFR non è validata nei pazienti con stent o con innesti; se è già registrato un valore di CT-FFR, omette la precisazione, e se la stringa contiene già la I, non propone il test.
Testo letterale del modello della mappa
Interventricolare anteriore (LAD): segmento prossimale: stent pervio, senza restenosi significativa; restante decorso del vaso senza lesioni. Rami D1, D2: assenza di lesioni.
Circonflessa (LCX): segmento prossimale: placca parzialmente calcifica che determina stenosi lieve (25-49%); restante decorso nella norma. Rami OM1, OM2: assenza di lesioni.
Coronaria destra (RCA): segmento medio: placca parzialmente calcifica che condiziona stenosi lieve (25-49%); restante decorso nella norma. Rami AM, PDA, PL: assenza di lesioni.
Conclusioni Coronaropatia lieve, non ostruttiva. Categoria CAD-RADS 2/P1/S.
Malattia non ostruttiva in LCX e RCA.
Innesto arterioso (arteria mammaria interna e arteria radiale) Arterial graft (internal mammary and radial artery)AMIS (LIMA)#
Altri nomi:arteria mammaria interna sinistra, arteria toracica interna sinistra(nome anatomico attuale), innesto di arteria radiale, LIMA / LITA(sigle inglesi; LITA corrisponde al nome anatomico attuale, left internal thoracic artery)
L'innesto arterioso usa un'arteria del paziente come condotto. La mammaria interna sinistra si usa di solito senza staccarla dalla succlavia e raggiunge l'interventricolare anteriore (IVA; LAD). La radiale è un innesto libero.
Come si scrive nel referto
Innesto di arteria mammaria interna sinistra sull'interventricolare anteriore media, pervio, senza stenosi.
Fonte: SCCT 2026, testo sugli innesti coronarici (sezione i) e artefatto da indurimento del fascio (sezione d), pp. 19 e 27 · “Coronary artery grafts are described by graft type (i.e., arterial or venous), proximal and distal coronary anastomosis sites and distal runoff.”
Dettagli
Nella pratica. La mammaria si segue dalla succlavia, dietro la parete toracica anteriore, fino all'anastomosi con l'IVA. Le clip metalliche lungo il suo decorso causano artefatto da indurimento del fascio, che si riduce con la ricostruzione iterativa o con immagini monoenergetiche virtuali ad alta energia.
Errore da evitare. Scambiare per stenosi la banda scura che le clip metalliche lasciano accanto alla mammaria. Ogni stenosi si conferma con finestra ampia e su più piani.
In altre fonti. Nella nomenclatura anatomica attuale e in molti articoli chirurgici, la mammaria interna si chiama arteria toracica interna, abbreviata ITA. Si tratta dello stesso vaso. Il glossario mantiene «mammaria interna» perché è il termine della SCCT 2026, che la abbrevia LIMA. (IMAIOS e-Anatomy; Taggart 2016, NEJM; SCCT 2026, p. 5)
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Nel menu «Anatomia ▾», «Innesti (bypass)» apre un pannello con un pulsante per ogni innesto. Gli innesti arteriosi sono «AMIS-IVA» e «Radiale-MO2» e sono disegnati con linea continua. La bozza del referto nomina il condotto come «arteria mammaria interna sinistra» o «arteria radiale».
Altri nomi:bypass venoso aorto-coronarico, graft safenico, vena safena interna(altro nome della vena grande safena), innesto sequenziale (jump graft)(irrora più rami in serie), saphenous vein graft
L'innesto venoso è un segmento di vena grande safena usato come innesto libero dall'aorta ascendente alla coronaria. Se irrora più rami in serie, si definisce sequenziale.
Come si scrive nel referto
Innesto sequenziale di vena safena dall'aorta ascendente al primo e al secondo ramo marginale ottuso (MO1 e MO2), pervio in entrambi i tratti, senza stenosi.
la stenosi di un innesto si scrive solo come valore numerico, senza il termine né l'intervallo del grado; non ancora corretto (verificato sulla mappa il 2026-10-08).
Fonte: SCCT 2026, testo sugli innesti coronarici (sezione i), pp. 19–20 · “High-density surgical material in the aortic root without adjacent opacified grafts (stump) or random vascular clips around the heart may indicate the presence of a completely occluded graft.”
Dettagli
Nella pratica. Si contano gli innesti e si cerca ogni anastomosi prossimale sull'aorta ascendente. In un innesto sequenziale si esamina ogni tratto, perché l'occlusione può limitarsi a uno solo.
Errore da evitare. Non riconoscere un innesto occluso perché non si opacizza. Un moncone aortico o clip senza un innesto opacizzato lo suggeriscono, e il reperto si confronta con il verbale operatorio.
In altre fonti. In altri testi la vena grande safena compare come safena interna o safena lunga. I tre nomi indicano un'unica vena, e il glossario usa «grande safena», il termine proposto nel 2001 da un consenso internazionale di flebologia. (Chen 2009, Australas J Ultrasound Med)
In CCTA Map
I pulsanti «VS-CD», «VS-MO», «VS-D1», «VS-D2» e «VS-RI» disegnano innesti di vena safena con linea tratteggiata. «VS-RI» si può attivare solo se la mappa ha il ramo intermedio («Ramo intermedio presente»). La bozza del referto descrive gli innesti in un paragrafo a parte, prima dei vasi nativi. Limitazione del programma: se l'innesto ha una stenosi, la bozza riporta solo il valore numerico, senza termine né intervallo («pervio con stenosi del 75%»). Aggiungere il termine e l'intervallo con «✎ Modifica bozza».
Testo letterale del modello della mappa
Innesti di bypass coronarico (CABG). Si valutano i seguenti innesti:
Bypass dalla vena safena alla OM1: pervio con stenosi del 75% (corpo) (VS-MO).
Circonflessa (LCX): segmento prossimale: placca parzialmente calcifica che determina stenosi lieve (25-49%); restante decorso nella norma. Rami OM1, OM2: assenza di lesioni.
Stenosi del bypass VS-MO (75%): graduata come un vaso nativo (moderata 50-69% / grave ≥70%); correlare con l'ischemia e valutare la rivascolarizzazione.
Anastomosi prossimale e distale, e letto distale Proximal and distal anastomoses, and distal runoff#
Altri nomi:run-off distale(anglicismo usato nei referti)evitato in questo glossario, letto a valle, anastomosi termino-laterale, anastomosi latero-laterale(termini chirurgici; il glossario chiama distali entrambe)
L'anastomosi prossimale unisce l'innesto al suo vaso di origine, quella distale alla coronaria ricevente. Il letto distale è la coronaria nativa che l'innesto irrora oltre l'anastomosi distale.
Come si scrive nel referto
Innesto AMIS-IVA e anastomosi distale pervi, senza stenosi. IVA a valle dell'anastomosi sede di stenosi grave (70–99%).
Da non confondere: Il segmento nativo bypassato si trova prossimalmente all'anastomosi distale e non conta se l'innesto è completamente pervio; l'anastomosi e la coronaria distale a essa contano invece per la categoria.
Fonte: SCCT 2026, Tabella 6, componenti del referto (raccomandazione forte), p. 52 · “Bypass graft (if present) to include type, location, patency, and distal runoff”
Dettagli
Nella pratica. Si documentano le sedi delle anastomosi e la loro pervietà, e si descrive il letto distale con le sue stenosi. Le lesioni a valle dell'anastomosi distale sfuggono facilmente e si ricercano con MIP a strato sottile. In presenza di aterosclerosi diffusa, il letto distale può essere difficile da interpretare.
Errore da evitare. Considerare bypassata una stenosi del letto distale. Il CAD-RADS 2.0 valuta gli innesti e i segmenti nativi dall'anastomosi, inclusa, in direzione distale. Con un innesto AMIS-IVA e la sua anastomosi distale senza stenosi, una stenosi grave (70–99%) dell'interventricolare anteriore (IVA; LAD) distale all'anastomosi, carico di placca moderato (P2), nessun segmento non valutabile e nessun'altra lesione che aumenti la categoria, il caso è CAD-RADS 4A/P2/G.
In altre fonti. Nella letteratura chirurgica, l'anastomosi distale è termino-laterale quando l'estremità dell'innesto si unisce al fianco della coronaria. In un innesto sequenziale, le anastomosi intermedie sono latero-laterali. Il glossario chiama distali entrambe. (Tector 1984, Circulation, abstract)
In CCTA Map
Nell'editor dell'innesto, «Sede della stenosi» compare se l'innesto ha una stenosi inferiore al 100% e offre «Prossimale», «Corpo» e «Distale». «Distale» corrisponde all'anastomosi distale ed è selezionato per impostazione predefinita; la bozza del referto lo riporta tra parentesi, «(distale)». Limitazione del programma: con un innesto pervio (stenosi inferiore al 50%), la mappa esclude dalla categoria tutti i segmenti del suo vaso bersaglio, anche quelli distali all'anastomosi. Con un AMIS-IVA pervio, una stenosi grave dell'IVA distale all'anastomosi e P2, senza altre lesioni, la mappa dà CAD-RADS 1/P2/G invece di 4A/P2/G. Inoltre etichetta la lesione «(rivascolarizzata da AMIS-IVA)», scrive nelle conclusioni che non è conteggiata finché l'innesto rimane pervio, la elenca tra le «Stenosi native bypassate da un condotto pervio» e suggerisce «Nessun ulteriore accertamento cardiaco». Lo stesso accade con la discendente posteriore destra (DP dx; R-PDA) distale a un «VS-CD». La stenosi prossimale all'anastomosi, invece, viene esclusa correttamente. Correggere la categoria, quelle righe e la gestione suggerita con «✎ Modifica bozza». Non registrare la lesione come stenosi dell'innesto: il referto la attribuirebbe all'innesto e, dal 50%, la mappa tornerebbe a conteggiare il segmento bypassato.
Altri nomi:vaso nativo bypassato, arteria nativa rivascolarizzata, bypassed native segment
Un segmento nativo è bypassato quando si trova prossimalmente all'anastomosi distale di un innesto. Secondo il CAD-RADS 2.0, una stenosi bypassata da un innesto completamente pervio non si considera per la categoria.
Come si scrive nel referto
Occlusione totale dell'interventricolare anteriore prossimale, bypassata da un innesto AMIS-IVA pervio.
la mappa esclude tutto il vaso bersaglio dell'innesto pervio, anche il tratto distale all'anastomosi; non ancora corretto (verificato sulla mappa il 2026-10-08).
Fonte: CAD-RADS 2.0, sezione 3.3.3 (modificatore G) · “A stenosis bypassed by a fully patent graft is not considered for the CAD-RADS classification.”
Dettagli
Nella pratica. La stenosi bypassata si descrive nei reperti, spesso come occlusione attesa del vaso nativo. In quel territorio, la categoria tiene conto dell'innesto, della sua anastomosi distale e della coronaria distale a essa.
Errore da evitare. Continuare a escludere il vaso nativo quando il suo innesto è occluso. Se l'innesto si occlude, i rami nativi prossimali all'anastomosi si interpretano e contano per la categoria.
In CCTA Map
Finché la stenosi dell'innesto resta sotto il 50%, soglia propria della mappa, i segmenti del suo vaso bersaglio sono esclusi dalla categoria. Le loro lesioni riportano il nome dell'innesto, come «(rivascolarizzata da AMIS-IVA)», e le conclusioni elencano quelle del 50% o più come «Stenosi native bypassate da un condotto pervio». Se il ramo innestato nasce da un vaso principale occluso prima della sua origine, anche quell'occlusione viene esclusa ed etichettata, per esempio «(rivascolarizzata per via retrograda da VS-MO)». Una stenosi parziale del vaso principale, invece, conta. Limitazione del programma: tra i segmenti esclusi rientrano anche quelli distali all'anastomosi, che invece contano; si veda «Anastomosi prossimale e distale, e letto distale».
Testo letterale del modello della mappa
Innesti di bypass coronarico (CABG). Si valutano i seguenti innesti:
Bypass dall'arteria mammaria interna sinistra alla LAD: pervio, senza stenosi significativa (AMIS-IVA).
Interventricolare anteriore (LAD): segmento prossimale: placca parzialmente calcifica, occlusione totale (rivascolarizzata da AMIS-IVA); restante decorso del vaso senza lesioni. Rami D1, D2: assenza di lesioni.
Circonflessa (LCX): segmento prossimale: placca parzialmente calcifica che determina stenosi lieve (25-49%); restante decorso nella norma. Rami OM1, OM2: assenza di lesioni.
Coronaria destra (RCA): segmento medio: placca parzialmente calcifica che condiziona stenosi lieve (25-49%); restante decorso nella norma. Rami AM, PDA, PL: assenza di lesioni.
Conclusioni Coronaropatia lieve, non ostruttiva. Categoria CAD-RADS 2/P2/G.
Malattia non ostruttiva in LCX e RCA.
Lesione nativa ostruttiva (≥50%) rivascolarizzata da bypass pervio (AMIS-IVA); non conteggiata nella categoria CAD-RADS finché il bypass rimane pervio.
Stenosi native bypassate da un condotto pervio (escluse dalla categoria CAD-RADS): interventricolare anteriore (LAD) prossimale 100%.
Figura 3. Con l'innesto pervio, la stenosi nativa prossimale all'anastomosi non conta, ma l'innesto, l'anastomosi distale e il letto distale sì. Se l'innesto si occlude, dà CAD-RADS 5 e il vaso nativo torna a essere interpretato.
Stenosi e occlusione dell'innesto Graft stenosis and graft occlusion#
Altri nomi:innesto occluso, bypass occluso, stenosi del bypass, graft occlusion, classificazione di FitzGibbon(classificazione angiografica di ogni innesto: A, B od O)
La stenosi di un innesto si gradua come quella di un vaso nativo e si localizza all'anastomosi o nel corpo. Un innesto occluso conta come 100% e dà CAD-RADS 5.
Come si scrive nel referto
Innesto di vena safena sul primo ramo marginale ottuso (MO1), pervio, con stenosi grave (70–99%) nel corpo dell'innesto.
Da non confondere: Pervio indica che l'innesto ha contrasto nel lume, non che sia privo di stenosi.
la stenosi dell'innesto compare solo come valore numerico e, con un pulsante, quel valore è il valore interno e non una misura; non ancora corretto (verificato sulla mappa il 2026-10-08).
Fonte: SCCT 2026, testo sugli innesti coronarici (sezione i), p. 19 · “Obstructive disease is described by location (anastomosis site vs. graft body), estimated severity and extent (grading of stenosis similar to native arteries)”
Dettagli
Nella pratica. Per ogni innesto si riportano sede, grado ed estensione della stenosi. Oltre che per trombosi e aterosclerosi, l'innesto può restringersi per angolatura (kinking), trazione o compressione estrinseca.
Errore da evitare. Assegnare la categoria solo in base alle coronarie native quando un innesto è occluso. L'occlusione dell'innesto conta come 100% e dà CAD-RADS 5.
In altre fonti. La letteratura angiografica usa la classificazione di FitzGibbon, pubblicata nel 1978, che giudica ogni innesto eccellente (A), discreto (B) od occluso (O). Valuta separatamente le due anastomosi e il corpo dell'innesto. Il glossario, invece, gradua l'innesto con le percentuali del CAD-RADS 2.0. (FitzGibbon 1978, Circulation, abstract)
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Toccando l'innesto si apre il suo editor, con i pulsanti di «Gravità» e il cursore «Grado di stenosi». Se c'è una stenosi inferiore al 100%, compare anche «Sede della stenosi». L'editor non ha tipo di placca, caratteristiche HRP né «N». Dal 25% la stenosi dell'innesto si gradua come quella di un vaso nativo; dal 50%, criterio proprio della mappa, i segmenti nativi del suo vaso bersaglio tornano a contare. Limitazione del programma: la bozza del referto riporta solo il valore numerico, senza termine né intervallo («pervio con stenosi dell'85%»). Se il grado è stato scelto con un pulsante, quel valore è il valore interno del pulsante e non una misura. Sostituirlo con il termine e l'intervallo tramite «✎ Modifica bozza».
Testo letterale del modello della mappa
Innesti di bypass coronarico (CABG). Si valutano i seguenti innesti:
Bypass dall'arteria mammaria interna sinistra alla LAD: pervio, senza stenosi significativa (AMIS-IVA).
Bypass dalla vena safena alla OM1: pervio, senza stenosi significativa (VS-MO).
Bypass dalla vena safena alla RCA: occluso (VS-CD).
Interventricolare anteriore (LAD): segmento prossimale: placca parzialmente calcifica, occlusione totale (rivascolarizzata da AMIS-IVA); segmento medio: placca parzialmente calcifica con stenosi lieve (25-49%) (rivascolarizzata da AMIS-IVA); restante decorso del vaso senza lesioni. Rami D1, D2: assenza di lesioni.
Circonflessa (LCX): segmento prossimale: placca parzialmente calcifica che determina stenosi lieve (25-49%); restante decorso nella norma. Marginale ottuso (OM1): placca parzialmente calcifica che determina stenosi grave (70-99%) (rivascolarizzata da VS-MO). Ramo OM2: assenza di lesioni.
Coronaria destra (RCA): segmento prossimale: placca parzialmente calcifica che determina stenosi grave (70-99%); segmento medio: placca parzialmente calcifica che condiziona stenosi moderata (50-69%); restante decorso nella norma. Rami AM, PDA, PL: assenza di lesioni.
Conclusioni Occlusione totale di un innesto di bypass (VS-CD). Categoria CAD-RADS 5/P3/G.
Malattia ostruttiva (≥50%) in RCA.
Lesione nativa ostruttiva (≥50%) rivascolarizzata da bypass pervio (AMIS-IVA e VS-MO); non conteggiata nella categoria CAD-RADS finché il bypass rimane pervio.
Innesto occluso (VS-CD): conteggiato come occlusione totale nella categoria CAD-RADS. Il territorio dipende dalla circolazione nativa; la malattia nativa sottostante, se presente, viene anch'essa conteggiata.
Stenosi native bypassate da un condotto pervio (escluse dalla categoria CAD-RADS): interventricolare anteriore (LAD) prossimale 100% e OM1 grave (70-99%).
Altri nomi:modificatore bypass (graft), innesto di bypass coronarico(la G indica che ce n'è almeno uno), bypass aorto-coronarico (CABG)(CABG è la sigla inglese di «coronary artery bypass graft»), G modifier
La G segnala la presenza di almeno un innesto di bypass aorto-coronarico. Come la S, non modifica la categoria, che si assegna in base alla stenosi più grave tra gli innesti, le loro anastomosi distali, il letto distale e i segmenti nativi non bypassati.
la P automatica non conteggia la placca degli innesti: un innesto stenotico senza placca nativa dà 2/G, senza P; non ancora corretto (verificato sulla mappa il 2026-10-08).
Fonte: CAD-RADS 2.0, sezione 3.3.3 (modificatore G) · “The modifier “G” indicates the presence of at least one coronary-artery bypass graft”
Dettagli
Nella pratica. La G si scrive anche se tutti gli innesti sono pervi. Va dopo N, HRP, I e S, e prima di E, per cui un paziente con stent e innesto riporta «…/S/G».
Errore da evitare. Assegnare la P solo in base alle coronarie native quando gli innesti hanno placca. Il CAD-RADS 2.0 chiede di valutare il carico di placca totale nelle coronarie native e negli innesti, e di considerare una valutazione combinata per decidere la P.
In altre fonti. Nel CAD-RADS 1.0 la G era il terzo modificatore, prima della V, e il modificatore P non esisteva ancora. Una mammaria pervia sull'IVA con stenosi lievi di Cx e CD si codificava «2/G». Nel CAD-RADS 2.0 la G precede la E, e un caso simile con carico di placca moderato è «2/P2/G». (CAD-RADS 1.0, sezione 3.3.5, p. 275; CAD-RADS 2.0, sezioni 3.3.3 e 3.3)
In CCTA Map
La G compare non appena si attiva un innesto nel pannello «Innesti (bypass)», che si apre dal menu «Anatomia ▾». Un innesto senza stenosi e senza altra placca dà CAD-RADS 1/G; è un criterio proprio della mappa. Con la G e il contesto clinico «Stabile», la gestione suggerita per la categoria 3 propone CTP o test da stress e precisa che la CT-FFR non è validata nei pazienti con innesti; se è già registrato un valore di CT-FFR, omette la precisazione, e se la stringa contiene già la I, non propone il test. Limitazione del programma: la P automatica si calcola con il SIS dei segmenti nativi e non conteggia la placca degli innesti. Per questo, un innesto con stenosi senza placca nativa segnata risulta senza P, per esempio «CAD-RADS 2/G». Se la valutazione combinata della placca è affidabile, scegliere la P con «Seleziona P», in «Modificatori P · I ▾». Anche la stenosi del letto distale di un innesto pervio non conta per la categoria sulla mappa; si veda «Anastomosi prossimale e distale, e letto distale».
Testo letterale del modello della mappa
Innesti di bypass coronarico (CABG). Si valutano i seguenti innesti:
Bypass dall'arteria mammaria interna sinistra alla LAD: pervio, senza stenosi significativa (AMIS-IVA).
Interventricolare anteriore (LAD): segmento prossimale: placca parzialmente calcifica, occlusione totale (rivascolarizzata da AMIS-IVA); restante decorso del vaso senza lesioni. Rami D1, D2: assenza di lesioni.
Circonflessa (LCX): segmento prossimale: placca parzialmente calcifica che determina stenosi lieve (25-49%); restante decorso nella norma. Rami OM1, OM2: assenza di lesioni.
Coronaria destra (RCA): segmento medio: stent pervio, senza restenosi significativa; restante decorso nella norma. Rami AM, PDA, PL: assenza di lesioni.
Conclusioni Coronaropatia lieve, non ostruttiva. Categoria CAD-RADS 2/P1/S/G.
Malattia non ostruttiva in LCX.
Lesione nativa ostruttiva (≥50%) rivascolarizzata da bypass pervio (AMIS-IVA); non conteggiata nella categoria CAD-RADS finché il bypass rimane pervio.
Stenosi native bypassate da un condotto pervio (escluse dalla categoria CAD-RADS): interventricolare anteriore (LAD) prossimale 100%.
Autovalutazione
Domande brevi per verificare l'essenziale. La risposta compare dopo la scelta.
1Nell'IVA prossimale c'è uno stent con restenosi del 60%. Nella CD media una placca determina una stenosi del 30%, e il carico di placca è moderato (P2). Quale categoria corrisponde?
La SCCT definisce significativa ogni restenosi pari o superiore al 50%, ma il grado segue la scala dei vasi nativi. Una restenosi del 60% è moderata e dà categoria 3, e la S si aggiunge per lo stent. Vedi il termine
2Uno stent della CD media non mostra contrasto al suo interno per un tratto di 15 mm. La CD distale e la discendente posteriore destra si opacizzano con densità inferiore rispetto alla CD prossimale. Non c'è un'altra stenosi pari o superiore al 50% e il carico di placca è moderato (P2). Quale categoria corrisponde?
Il contrasto a valle non dimostra che lo stent sia pervio, perché può arrivare da circoli collaterali. Senza opacizzazione all'interno dello stent c'è un'occlusione totale, che conta come 100% e dà categoria 5. Vedi il termine
3Uno stent di 2,5 mm nell'IVA media non è valutabile per il blooming delle maglie. Nella Cx prossimale e nella CD media ci sono stenosi del 30%, e il carico di placca è moderato (P2). Come si codifica?
In assenza di un'altra stenosi pari o superiore al 50%, lo stent non valutabile impedisce di assegnare un numero e la N ne prende il posto. La P segue la N e la S si mantiene, come nell'esempio del CAD-RADS 2.0. Vedi il termine
4Un paziente ha un innesto di arteria mammaria interna sinistra sull'IVA, senza stenosi nell'innesto, nell'anastomosi né nel letto distale. L'IVA prossimale è occlusa, e ci sono stenosi del 25–49% nella Cx e nella CD, con carico di placca moderato (P2). Quale categoria corrisponde?
Una stenosi bypassata da un innesto completamente pervio non conta per la categoria. La lesione più grave che conta è del 25–49%, e la G segnala l'innesto. Vedi il termine
5L'innesto di vena safena sulla CD è occluso. L'innesto di mammaria interna sull'IVA e quello di vena safena sulla Cx sono pervi, e il carico di placca è severo (P3). Quale categoria corrisponde?
L'occlusione totale di un innesto conta come 100% e dà categoria 5, anche se gli altri innesti sono pervi. La G si aggiunge per la presenza di innesti. Vedi il termine
Bibliografia
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Fonti delle note «In altre fonti»
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