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Stenosi coronarica: graduazione, diametro di riferimento e occlusione totale

La stenosi si gradua in base alla riduzione del diametro del lume rispetto a un segmento normale di riferimento e nel referto si riporta con un termine e il relativo intervallo. La categoria CAD-RADS del paziente dipende dalla sua stenosi più grave; una stenosi del tronco comune pari o superiore al 50%, oppure stenosi pari o superiori al 70% in tutti e tre i vasi, la portano a 4B. Le definizioni seguono il consenso SCCT 2026 e il CAD-RADS 2.0.

L'essenziale

  • La stenosi si gradua in diametro, confrontando il lume minimo con il lume di un segmento normale vicino, mai con il contorno esterno di una placca rimodellata.
  • I gradi sono minima (1–24%), lieve (25–49%), moderata (50–69%), grave (70–99%) e occlusione totale (100%), e nel referto il termine è sempre accompagnato dal suo intervallo.
  • La stima visiva per intervalli è sufficiente per il referto clinico; la misurazione quantitativa, che non è richiesta di routine, ha una variabilità di circa ±25% rispetto all'angiografia.
  • Un segmento senza opacizzazione del lume è un'occlusione totale anche se è presente opacizzazione distale, e la sua cronicità non si presume, ma si deduce da collaterali, calcio o lunghezza.
  • La stenosi è ostruttiva dal 50% e grave dal 70%, ma nel tronco comune una stenosi pari o superiore al 50% è già CAD-RADS 4B.
  • Ogni stenosi si descrive nel suo segmento con nome anatomico, tipo di placca e grado; nelle lesioni in serie o diffuse la categoria è definita dalla più grave.
In questa sezione (12)
  1. Stenosi percentuale in diametro
  2. Diametro luminale di riferimento
  3. Scala di graduazione della stenosi
  4. Occlusione totale
  5. Pervio, senza stenosi e senza placca
  6. Stenosi ostruttiva e non ostruttiva
  7. Lesione, segmento e vaso
  8. Stenosi in serie e malattia diffusa
  9. Eccentrica e concentrica
  10. Stima visiva e misurazione quantitativa
  11. Descrizione della stenosi nel referto
  12. Ostiale e iuxta-ostiale
Tabella 1. Scala di graduazione della stenosi coronarica in diametro. La categoria indicata è quella del paziente quando quel grado è la sua stenosi più grave; un tronco comune con stenosi pari o superiore al 50% è CAD-RADS 4B.
GradoTermineIntervalloSignificato
0Nessuna stenosi visibile0%Lume senza riduzione. Senza placca, CAD-RADS 0; con placca, CAD-RADS 1
1Minima1–24%Non ostruttiva (CAD-RADS 1)
2Lieve25–49%Non ostruttiva (CAD-RADS 2)
3Moderata50–69%Ostruttiva (CAD-RADS 3; 4B se è il tronco comune)
4Grave70–99%Ostruttiva (CAD-RADS 4A; 4B se è il tronco comune o se sono tre vasi)
5Occlusione totale100%Segmento senza opacizzazione, acuto o cronico (CAD-RADS 5)

Fonte: SCCT 2026, testo p. 15 e Tabella 5, p. 51; CAD-RADS 2.0, Tabelle 1 e 4. La Tabella 5 riporta «minima (1–25%)»; il testo della SCCT 2026 e il CAD-RADS 2.0, «1–24%».

Stenosi percentuale in diametro Diameter stenosis %DS#

Altri nomi: stenosi in diametro, percentuale di stenosi, riduzione percentuale del diametro luminale, diameter stenosis

Indica di quanto si riduce il diametro del lume nel punto più stretto rispetto a quello di un segmento normale di riferimento. La SCCT e il CAD-RADS graduano la stenosi con questa misura, non con l'area.

Da non confondere: la stenosi in diametro con la stenosi in area. In un lume circolare, una stenosi del 50% in diametro equivale al 75% in area.

Voci correlate: Diametro luminale di riferimento · Scala di graduazione della stenosi · Stima visiva e misurazione quantitativa · Ricostruzione multiplanare e curva

Fonte: SCCT 2026, testo sulla graduazione qualitativa della stenosi, p. 15; ricostruzione curva, p. 9; formula nella graduazione quantitativa, p. 16 · “A qualitative interpretation of the extent of coronary artery stenosis should be made in transverse and longitudinal views as an estimated maximal percent diameter stenosis.”

Dettagli

Nella pratica. La stenosi massima si stima su sezioni trasversali e longitudinali, perché la ricostruzione curva può sottostimare una stenosi eccentrica. Se la si misura, si calcola (DLR − DLM) / DLR × 100, dove DLR è il diametro luminale di riferimento e DLM il diametro luminale minimo.

Errore da evitare. Riportare la percentuale in area come se fosse in diametro. Per la stessa lesione l'area fornisce valori più alti, e la scala CAD-RADS si applica al diametro.

In altre fonti. La SCCT 2014 considerava la stenosi in area un dato aggiuntivo, non obbligatorio. (SCCT 2014, sezione 5.4, p. 346)

In CCTA Map

I pulsanti 0–5 e il cursore «Grado di stenosi» registrano la percentuale sulla scala CAD-RADS in diametro, e ogni segmento assume il grado della sua lesione più grave. Non esiste un campo per la stenosi in area.

Sezioni trasversali di una coronaria con lume di 4 mm e di 2 mm: una stenosi del 50% in diametro equivale al 75% in area
Figura 1. La stessa lesione misura il 50% in diametro e il 75% in area, perché l'area dipende dal quadrato del diametro. La scala SCCT e CAD-RADS si applica alla percentuale in diametro.

Diametro luminale di riferimento Reference luminal diameter RLD#

Altri nomi: diametro di riferimento, diametro del vaso di riferimento (termine dell'angiografia quantitativa, dove misura il lume), RVD (sigla dell'angiografia quantitativa), reference diameter

Si misura nel lume di un segmento normale vicino alla stenosi, prossimale o distale, oppure si ricava dalla media dei due. È il denominatore della percentuale di stenosi.

Da non confondere: il diametro luminale di riferimento con il diametro esterno del vaso. Il diametro esterno serve a valutare il rimodellamento positivo; la stenosi si calcola solo con diametri del lume.

Voci correlate: Stenosi percentuale in diametro · Rimodellamento positivo · Stenosi in serie e malattia diffusa · Ostiale e iuxta-ostiale

Fonte: SCCT 2026, testo sulla graduazione qualitativa (p. 15) e quantitativa (pp. 16–17) della stenosi; sovrastima, p. 29 · “Qualitatively, the luminal diameter at a stenosis should be compared with the luminal diameter of a normal reference vessel segment distal and/or proximal to the stenosis.”

Dettagli

Nella pratica. Si sceglie la sezione più normale entro 10 mm dalla lesione, senza rami interposti. In una lesione ostiale si usa il riferimento distale più vicino. Nel tronco comune (LM) e nella malattia diffusa si possono usare i valori normali di diametro del vaso.

Errore da evitare. Confrontare il lume con il contorno esterno di una placca con rimodellamento positivo sovrastima la stenosi. Il lume minimo va confrontato con il lume di un segmento normale.

In altre fonti. Il consenso ASCI-PT 2024 preferisce la sede di aspetto più normale immediatamente prossimale alla placca. Se il segmento prossimale non è adatto, come in una lesione ostiale, sceglie il riferimento distale più vicino. Il riferimento interpolato resta un'opzione per il confronto con l'angiografia coronarica quantitativa. (Kim 2024, ASCI-PT, tema 7 e Tabella 4)

In CCTA Map

La mappa non misura diametri. La percentuale registrata con i pulsanti o con il cursore è quella che il radiologo ha stimato o misurato sulla workstation.

Scala di graduazione della stenosi Stenosis grading scale 0–5#

Altri nomi: gradi di stenosi coronarica, graduazione della stenosi, stenosi severa (equivale a grave, 70–99%, il termine usato dalla mappa), subocclusione (occlusione subtotale; nella scala è una stenosi grave, 70–99%), stenosi critica (non appartiene alla scala; si scrive il grado con il suo intervallo) evitato in questo glossario, stenosis grading

La SCCT 2026 e il CAD-RADS 2.0 suddividono la stenosi in diametro in sei gradi: 0%, minima (1–24%), lieve (25–49%), moderata (50–69%), grave (70–99%) e occlusione totale (100%).

Come si scrive nel referto

Cx prossimale: placca calcifica che determina stenosi minima (1–24%).

Da non confondere: il grado di stenosi con il carico di placca. Il CAD-RADS 2.0 usa «mild», «moderate» e «severe» in entrambe le scale; in italiano, come sulla mappa, la stenosi è lieve, moderata o grave e il carico di placca lieve, moderato, severo o esteso. Una stenosi minima può accompagnarsi a un carico di placca severo (CAD-RADS 1/P3).

Voci correlate: Stenosi percentuale in diametro · Stenosi ostruttiva e non ostruttiva · Carico di placca (P1–P4) · Descrizione della stenosi nel referto

Fonte: SCCT 2026, testo sulla graduazione qualitativa della stenosi, p. 15 · “This stenosis can be categorized as minimal (1-24 %), mild (25-49 %), moderate (50-69 %), severe (70-99 %) and total occlusion (100 %)”

Dettagli

Nella pratica. Nel referto il termine si scrive insieme al suo intervallo, per esempio «stenosi moderata (50–69%)», perché sia confrontabile con le categorie dell'angiografia invasiva. La categoria CAD-RADS dipende dalla stenosi più grave del paziente.

Errore da evitare. Scrivere solo «stenosi moderata», senza intervallo, oppure usare termini estranei alla scala, come «critica». Si scrive un termine della scala seguito dal suo intervallo.

In altre fonti. La SCCT 2009 ammetteva una scala facoltativa in cui la stenosi lieve era inferiore al 39% e la moderata andava dal 40 al 69%. Alcuni studi usano inoltre soglie diverse per lieve e minima. Prima di confrontare un articolo con questa scala, conviene verificare quali soglie ha usato. (Raff 2009, SCCT, scala quantitativa facoltativa; Kim 2024, ASCI-PT, tema 6 e Tabella 3)

In CCTA Map

I pulsanti 0–5 dell'editor («normale», «min», «lieve», «mod», «grave» e «100%») salvano un valore rappresentativo di ciascun intervallo (0, 15, 38, 60, 85 o 100%), e il modello di referto scrive il termine con il suo intervallo, per esempio «stenosi moderata (50-69%)». Quel valore interno non è una misura: l'editor lo mostra accanto al cursore «Grado di stenosi», ma il referto non lo riporta.

Testo letterale del modello della mappa

Interventricolare anteriore (LAD): segmento prossimale: placca calcifica che determina stenosi minima (1-24%); segmento medio: placca parzialmente calcifica con stenosi lieve (25-49%); restante decorso del vaso senza lesioni. Rami D1, D2: assenza di lesioni.

Circonflessa (LCX): segmento prossimale: placca non calcifica che determina stenosi moderata (50-69%); restante decorso nella norma. Rami OM1, OM2: assenza di lesioni.

Coronaria destra (RCA): segmento medio: placca parzialmente calcifica che condiziona stenosi grave (70-99%); restante decorso nella norma. Rami AM, PDA, PL: assenza di lesioni.

Conclusioni Coronaropatia ostruttiva grave. Categoria CAD-RADS 4A/P2.

Malattia ostruttiva (≥50%) in LCX e RCA.

Occlusione totale Total occlusion 100%#

Altri nomi: occlusione coronarica totale, occlusione coronarica completa, stenosi del 100%, occlusione totale cronica, CTO (solo con elementi a favore della cronicità, come i collaterali; CAD-RADS 5 non la implica), occlusione subtotale (non è un'occlusione totale: conserva una minima opacizzazione luminale), circolo collaterale (riempie il letto a valle dell'occlusione e ne supporta la cronicità), collaterali (riempiono il letto a valle dell'occlusione e ne supportano la cronicità), total occlusion

Un'occlusione totale è un segmento coronarico privo di qualsiasi opacizzazione del lume, equivalente a una stenosi del 100%. Ne basta una, acuta o cronica, perché l'esame sia CAD-RADS 5.

Come si scrive nel referto

CD media: occlusione totale (100%), con opacizzazione della CD distale.

Da non confondere: l'occlusione totale con l'occlusione subtotale. La subtotale conserva una minima opacizzazione luminale, che può essere difficile da vedere, ed è in genere più accessibile all'intervento rispetto all'occlusione totale cronica.

Voci correlate: CAD-RADS 5 (occlusione totale) · Occlusione totale intra-stent · Stenosi e occlusione dell'innesto · Ricostruzione multiplanare e curva

Fonte: SCCT 2026, testo sull'occlusione coronarica (occlusione totale, subtotale e segni di cronicità), p. 18 · “Total coronary occlusion is defined by complete nonopacification of a coronary artery segment”

Dettagli

Nella pratica. Si percorre il tratto sulla ricostruzione curva e sulle sezioni trasversali. Se un filo di contrasto attraversa la lesione, si tratta di un'occlusione subtotale. L'opacizzazione distale non esclude l'occlusione, perché l'acquisizione tardiva lascia il tempo per il riempimento tramite collaterali.

Errore da evitare. Scrivere «occlusione cronica» o «CTO» solo perché il segmento è occluso. La cronicità si deduce a parte, da elementi come collaterali, calcio o maggiore lunghezza.

In altre fonti. In emodinamica, l'occlusione totale cronica richiede l'assenza di flusso anterogrado attraverso la lesione e una durata probabile o documentata superiore a tre mesi. All'angio-TC coronarica, la lunghezza, il calcio e i collaterali suggeriscono soltanto la cronicità. (Galassi 2024, consenso EAPCI sulle occlusioni totali croniche, introduzione; SCCT 2026, p. 18; SCCT 2024 sulla quantificazione, Tabella 4, p. 437)

In CCTA Map

Il pulsante 5 («100%») porta la lesione al 100%, il modello di referto scrive «occlusione totale» e la categoria diventa CAD-RADS 5. La frase «compatibile con occlusione totale cronica» si aggiunge solo quando, in «Circolo collaterale» del menu «Anatomia ▾», si marcano collaterali che raggiungono il territorio occluso.

Testo letterale del modello della mappa

Coronaria destra (RCA): segmento medio: placca non calcifica, occlusione totale; restante decorso nella norma. Rami AM, PDA, PL: assenza di lesioni.

Ricostituzione distale della RCA occlusa tramite circolo collaterale (dalla LAD · anastomosi apicale PDA–LAD distale), compatibile con occlusione totale cronica.

Conclusioni Occlusione coronarica totale di almeno un vaso. Categoria CAD-RADS 5/P1.

Malattia ostruttiva (≥50%) in RCA.

L'occlusione totale mostra reclutamento di circolo collaterale verso il territorio distale, a supporto della cronicità (occlusione totale cronica) e potenzialmente rilevante per la pianificazione della strategia di rivascolarizzazione e della via d'accesso (ad es. approccio CTO-PCI). La vitalità miocardica va confermata con imaging dedicato, poiché i collaterali da soli non la predicono in modo affidabile.

Tre schemi di arteria: stenosi grave, occlusione subtotale con filo di contrasto e occlusione totale con riempimento distale
Figura 2. L'occlusione totale è definita dall'assenza di opacizzazione di un segmento, e l'opacizzazione distale non la esclude, perché il contrasto può arrivare tramite collaterali. Un filo di contrasto attraverso la lesione indica un'occlusione subtotale.

Pervio, senza stenosi e senza placca Patent, no stenosis and no plaque#

Altri nomi: pervietà, patente (dall'inglese patent; si preferisce «pervio») evitato in questo glossario, senza stenosi visibile (termine del CAD-RADS 2.0 per lo 0%), senza riduzione luminale, assenza di placca o stenosi, assenza di lesioni aterosclerotiche (equivale a senza placca), senza stenosi significative (ambiguo: non dice se c'è placca né quale soglia si usa) evitato in questo glossario, normale, nella norma (solo se non ci sono né placca né stenosi)

Sono tre affermazioni diverse. «Pervio» indica che il lume di un vaso, di uno stent o di un innesto si opacizza con il contrasto e non è occluso, ma non dice se è ristretto. «Senza stenosi» indica che il lume non si riduce (0%), anche se può esserci placca. «Senza placca» indica che la parete non presenta placca. Un segmento è normale solo se non ha né placca né stenosi.

Come si scrive nel referto

CD media: placca calcifica, senza riduzione luminale visibile.

Da non confondere: «pervio» con «senza stenosi». Uno stent pervio può avere una restenosi moderata (50–69%), e un innesto pervio una stenosi dell'anastomosi distale.

Voci correlate: CAD-RADS 0 rispetto a CAD-RADS 1 · Restenosi intra-stent · Non valutato, non valutabile e assenza dimostrata · Placca aterosclerotica

Fonte: SCCT 2026, testo sullo stent coronarico (p. 19), sugli innesti (pp. 19–20), sulla placca aterosclerotica (p. 13) e sulle conclusioni del referto (p. 36); CAD-RADS 2.0, Tabella 1 (0%, «No visible stenosis») e Tabella 4 (CAD-RADS 0 e 1, nota b) · “An impression of a normal study should be given only if there is no plaque or stenosis.”

Dettagli

Nella pratica. In uno stent la pervietà si afferma quando c'è contrasto all'interno dello stent; l'opacizzazione distale da sola non basta. In un innesto si riportano la pervietà e, separatamente, le stenosi del corpo, delle anastomosi e del letto distale. In un segmento con placca che non riduce il lume si scrive il tipo di placca seguito da «senza riduzione luminale visibile». Prima di scrivere «senza placca» si esamina la parete sulle sezioni trasversali: una placca calcifica piccola e poco densa può avere la stessa attenuazione del lume opacizzato, e la serie senza contrasto aiuta a riconoscerla.

Errore da evitare. Scrivere «coronarie pervie» o «senza stenosi significative» come se equivalesse a un esame normale. La SCCT 2026 riserva la conclusione di esame normale all'assenza di placca e di stenosi, e una placca che non riduce il lume porta già almeno a CAD-RADS 1.

In CCTA Map

Il modello di referto descrive come sani i segmenti non marcati: un vaso senza marcature compare come «assenza di lesioni aterosclerotiche», «assenza di placca o stenosi» o «nella norma»; dopo l'ultima lesione, come «restante decorso del vaso senza lesioni» o una variante, e i rami come «assenza di lesioni». Con «non diagnostica» nel selettore «Qualità», queste frasi diventano «assenza di lesioni identificabili» e «restante decorso del vaso senza lesioni identificabili». Con un'altra qualità, se la P è stata fissata con «Calcio (Agatston)» o «Seleziona P» e sulla mappa non è disegnata alcuna placca, diventano «assenza di stenosi» e «restante decorso del vaso senza stenosi», anche nei rami, perché la P indica già la presenza di placca. Uno stent senza restenosi compare come «stent pervio, senza restenosi significativa», e un innesto senza stenosi come «pervio, senza stenosi significativa». Limitazioni del programma: una placca marcata allo 0% compare come «placca senza stenosi significativa», senza il tipo, e marcando «N» su un segmento la mappa cancella la placca di quel segmento, smette di contarla nel SIS e nella P e non la recupera quando si rimuove la N. Nel primo caso, scrivere il tipo di placca e «senza riduzione luminale visibile» con «✎ Modifica bozza»; nel secondo, descrivere la placca a mano e, se il carico globale è valutabile in modo affidabile, fissare la P con «Seleziona P» o «Calcio (Agatston)» in «Modificatori P · I ▾».

Stenosi ostruttiva e non ostruttiva Obstructive and nonobstructive stenosis ≥50% · ≥70%#

Altri nomi: coronaropatia ostruttiva, coronaropatia non ostruttiva, malattia coronarica ostruttiva, stenosi significativa (ambiguo: a seconda della fonte indica il 50% o più, il 70% o più o una rilevanza funzionale; si preferisce il grado con il suo intervallo) evitato in questo glossario, obstructive CAD

Nel CAD-RADS 2.0, seguito da questo glossario, si definisce ostruttiva la stenosi pari o superiore al 50% e non ostruttiva quella inferiore. Il 70% definisce la stenosi grave ed è la soglia della malattia ostruttiva trivasale.

Come si scrive nel referto

Coronaropatia ostruttiva, con stenosi massima moderata (50–69%) dell'IVA media.

Da non confondere: «ostruttiva» con «emodinamicamente significativa». «Ostruttiva» è una soglia anatomica, una stenosi del 50% o più del diametro; la rilevanza funzionale si valuta con un test funzionale e, se questo è la CT-FFR o la perfusione miocardica TC da stress, si codifica con il modificatore I.

Voci correlate: Scala di graduazione della stenosi · CAD-RADS 4A rispetto a 4B · Modificatore I con CT-FFR · CAD-RADS 2 e CAD-RADS 3

Fonte: CAD-RADS 2.0, sezione 3.1.1 e Tabella 4 (CAD-RADS 1 e 2 come malattia non ostruttiva; interpretazione da CAD-RADS 3 a 4B) · “CAD RADS 4B - This indicates the presence of a left main stenosis of at least 50% or three-vessel obstructive disease (>70%).”

Dettagli

Nella pratica. Il 50% separa CAD-RADS 2 da CAD-RADS 3, categoria in cui il CAD-RADS 2.0 suggerisce di considerare un test funzionale. Il 70% separa CAD-RADS 3 da 4A. Un tronco comune (LM) con stenosi pari o superiore al 50%, oppure tre vasi con stenosi pari o superiore al 70%, è CAD-RADS 4B.

Errore da evitare. Classificare come CAD-RADS 3 una stenosi del tronco comune del 50–69%. Nel tronco comune una stenosi pari o superiore al 50% è CAD-RADS 4B.

In altre fonti. La linea guida ACC/AHA/SCAI 2021 sulla rivascolarizzazione definisce significativa la stenosi angiografica pari o superiore al 70% (al 50% nel tronco comune), e intermedia quella del 40–69%. Il glossario segue la soglia del 50% del CAD-RADS 2.0. (Lawton 2022, linea guida ACC/AHA/SCAI sulla rivascolarizzazione, sezione 4.1)

In CCTA Map

Le conclusioni definiscono «non ostruttiva» la coronaropatia CAD-RADS 1 e 2 ed elencano con la sigla inglese le sedi di malattia ostruttiva (≥50%): il vaso (LM, LAD, LCX o RCA, cioè tronco comune, IVA, Cx e CD) se la lesione è su di esso, e il ramo (per esempio D1, OM1, PDA o RI) se è su un ramo, come in «Malattia ostruttiva (≥50%) in LAD, D1 e PDA». La riga della malattia non ostruttiva li nomina allo stesso modo, per esempio «in D1 e OM1». Un tronco comune con stenosi pari o superiore al 50% dà CAD-RADS 4B anche in assenza di stenosi gravi.

Testo letterale del modello della mappa

Interventricolare anteriore (LAD): segmento prossimale: placca parzialmente calcifica che determina stenosi moderata (50-69%); restante decorso del vaso senza lesioni. Rami D1, D2: assenza di lesioni.

Circonflessa (LCX): segmento prossimale: placca parzialmente calcifica che determina stenosi moderata (50-69%); restante decorso nella norma. Rami OM1, OM2: assenza di lesioni.

Coronaria destra (RCA): segmento medio: placca parzialmente calcifica che condiziona stenosi moderata (50-69%); restante decorso nella norma. Rami AM, PDA, PL: assenza di lesioni.

Conclusioni Coronaropatia ostruttiva moderata. Categoria CAD-RADS 3/P2.

Malattia ostruttiva (≥50%) in LAD, LCX e RCA.

Lesione, segmento e vaso Lesion, segment and vessel#

Altri nomi: analisi per lesione, analisi per segmento, analisi per vaso, per-vessel analysis

Sono i livelli a cui si descrive la coronaropatia. La lesione è una singola placca, con la sua estensione e la sua stenosi massima, e può occupare più di un segmento. Il segmento è l'unità del modello dei segmenti SCCT, in cui si registrano il tipo di placca e la stenosi. Il vaso è l'arteria formata da quei segmenti. La categoria CAD-RADS si assegna al paziente, non alla singola lesione né al singolo vaso.

Come si scrive nel referto

Placca parzialmente calcifica estesa dall'IVA prossimale all'IVA media, con stenosi massima moderata (50–69%) dell'IVA media.

Da non confondere: la lesione con il segmento nel calcolo del SIS. Una placca che occupa l'interventricolare anteriore (IVA; LAD) prossimale e media è una sola lesione, ma vale 2 punti; tre placche nello stesso segmento valgono 1.

Voci correlate: Segment involvement score · Attribuzione di una lesione alla giunzione tra segmenti o a una biforcazione · Categoria CAD-RADS per paziente · Stenosi in serie e malattia diffusa

Fonte: SCCT 2026, testo sulla placca aterosclerotica e sul volume di placca (p. 14) e Tabella 6 (valutazione della placca e della stenosi per segmento), p. 52; CAD-RADS 2.0, sezioni 3.1.1 e 3.3.4, Tabella 4 (nota sulla classificazione per paziente) e Figura 17 · “Depending on the extent of disease, plaque can be described on a per-lesion or per-segment level.”

Dettagli

Nella pratica. La stenosi massima e le caratteristiche ad alto rischio appartengono a una lesione, e la HRP richiede due o più caratteristiche nella stessa placca. Il referto registra il tipo di placca e la stenosi per segmento, e il SIS conta i segmenti con placca, non le placche. La malattia trivasale del CAD-RADS 4B si conta per vaso. La categoria del paziente è definita dalla stenosi clinicamente più rilevante, che di solito è quella di grado maggiore. La SCCT 2026 consente di descrivere la placca per lesione o per segmento, a seconda dell'estensione della malattia.

Errore da evitare. Registrare una placca lunga solo nel segmento della sua stenosi massima. La placca si registra in ogni segmento che occupa, e ognuno conta nel SIS.

In CCTA Map

Ogni lesione si disegna trascinando lungo il vaso e si caratterizza nella finestra che si apre. Una placca trascinata attraverso due segmenti viene registrata in entrambi, con lo stesso grado, tipo e caratteristiche, e conta nel SIS in tutti e due; se la stenosi massima è in uno solo, disegnare un tratto in ciascun segmento. Le caratteristiche ad alto rischio («Bassa attenuazione», «Rimodellamento +», «Calcificazioni puntiformi» e «Napkin-ring», nella riga «Contrassegni») si marcano su ogni placca, e la HRP compare solo quando una stessa placca ne riunisce due o più. Se un segmento ha due placche, il modello di referto descrive quella di grado maggiore e nomina l'altra solo se ha almeno una caratteristica marcata; uno stent e una placca nativa dello stesso segmento, invece, si descrivono separatamente. È una limitazione del programma: la seconda placca senza caratteristiche si aggiunge modificando la bozza. La mappa mostra una sola categoria per paziente con il relativo motivo, per esempio «Malattia trivasale (≥70%)».

Stenosi in serie e malattia diffusa Serial stenoses and diffuse disease#

Altri nomi: lesioni in serie, lesioni sequenziali, lesioni in tandem (nel SYNTAX contano come tandem solo se separate da meno di tre diametri di riferimento), malattia coronarica diffusa, placca diffusa, malattia multifocale (attributo «multifocal» della SCCT 2026), lesione focale, stenosi focale, lesione lunga (attributo «long» della SCCT 2026), serial stenoses

Descrivono l'estensione della malattia lungo il vaso. Una lesione focale occupa un tratto breve, con parete normale su entrambi i lati. Si parla di stenosi in serie quando due o più stenosi dello stesso vaso sono separate da tratti di lume normale; «multifocale» descrive più lesioni separate tra loro. Nella malattia diffusa la placca occupa un tratto lungo senza un segmento normale vicino. La SCCT 2026 non stabilisce una lunghezza che separi la lesione aterosclerotica focale da quella diffusa.

Come si scrive nel referto

IVA media: due placche non calcifiche in serie, la prossimale con stenosi lieve (25–49%) e la distale con stenosi grave (70–99%).

Da non confondere: le stenosi in serie con la malattia diffusa. Nelle stenosi in serie restano tratti di lume normale tra una stenosi e l'altra, e ciascuna si gradua separatamente; nella malattia diffusa non c'è un lume normale vicino che faccia da riferimento.

Apri l'esempio sulla mappa (CAD-RADS 4A/P1) →
Limitazione nota della mappa

di due lesioni nello stesso segmento si descrive solo quella di grado maggiore, salvo che l'altra abbia caratteristiche ad alto rischio; non ancora corretto (verificato sulla mappa il 2026-10-08).

Voci correlate: Diametro luminale di riferimento · Lesione, segmento e vaso · Carico di placca (P1–P4) · Dissezione coronarica spontanea ed ematoma intramurale

Fonte: SCCT 2026, testo sulla placca aterosclerotica (p. 14), sulla graduazione quantitativa (pp. 16–17) e sulla sottostima (p. 29) · “Additional attributes such as "ostial", "bifurcation", "eccentric", "long", "diffuse" and "multifocal" can be used to further describe the location, morphology and extent of atherosclerotic disease.”

Dettagli

Nella pratica. La SCCT 2026 consente di descrivere la placca per lesione o per segmento e di aggiungere attributi come «lunga», «diffusa» o «multifocale». Nella malattia diffusa si indicano il tratto occupato dalla placca e la sede della stenosi massima; nelle stenosi in serie, ciascuna si descrive con il suo grado. La categoria CAD-RADS dipende dalla stenosi più grave, e l'estensione si riflette nel carico di placca, perché ogni segmento con placca conta nel SIS.

Errore da evitare. Nella malattia diffusa, prendere come riferimento un tratto vicino anch'esso malato o di piccolo calibro sottostima la stenosi. Conviene usare il diametro normale atteso del vaso.

In altre fonti. Nello score SYNTAX, le lesioni separate da meno di tre diametri di riferimento contano come un'unica lesione in tandem. Il suo criterio di malattia diffusa non descrive la placca, ma un vaso distale di calibro inferiore a 2 mm per almeno il 75% della sua lunghezza. La SCCT 2026 attribuisce lunghezze a «focale» e «diffusa» solo all'interno di classificazioni specifiche, quella della restenosi intra-stent (10 mm) e quella della dissezione coronarica spontanea (20 mm), e non le applica alla placca aterosclerotica. (Sianos 2005, SYNTAX, pp. 222–223; SCCT 2026, pp. 19 e 23)

In CCTA Map

Se si disegnano due lesioni nello stesso segmento, il modello di referto descrive quella di grado maggiore con il suo tipo di placca, e l'altra solo se ha almeno una caratteristica ad alto rischio marcata, in una frase propria («nello stesso segmento, un'altra placca…»). È una limitazione del programma: senza caratteristiche, l'altra lesione non compare e va aggiunta modificando la bozza; la categoria non cambia, perché dipende dalla più grave. Una placca trascinata attraverso due segmenti viene registrata in entrambi. La mappa non ha un campo per «focale», «diffusa» o «multifocale»; questi attributi si scrivono nella bozza.

Testo letterale del modello della mappa

Interventricolare anteriore (LAD): segmento prossimale: placca non calcifica che determina stenosi lieve (25-49%); segmento medio: placca non calcifica con stenosi grave (70-99%); restante decorso del vaso senza lesioni. Rami D1, D2: assenza di lesioni.

Conclusioni Coronaropatia ostruttiva grave. Categoria CAD-RADS 4A/P1.

Malattia ostruttiva (≥50%) in LAD.

Eccentrica e concentrica Eccentric and concentric#

Altri nomi: placca eccentrica, stenosi eccentrica, placca concentrica, placca circonferenziale, eccentric plaque

Descrivono come si distribuisce la placca sulla circonferenza della parete. La placca eccentrica occupa solo una parte della circonferenza e il lume risulta spostato verso il lato libero. La concentrica circonda il lume su tutta la circonferenza. Nessuno dei due termini indica il grado di stenosi.

Come si scrive nel referto

CD media: placca non calcifica eccentrica che determina stenosi lieve (25–49%).

Da non confondere: una placca concentrica con l'ispessimento parietale liscio e circonferenziale di una vasculite, che presenta enhancement contrastografico e può associarsi ad alterazioni del tessuto adiposo circostante. Questo ispessimento non è aterosclerotico e si codifica con il modificatore E.

Voci correlate: Vasculite coronarica · Stenosi percentuale in diametro · Ricostruzione multiplanare e curva · Modificatore E (eccezioni)

Fonte: SCCT 2026, testo sulla placca aterosclerotica (attributo «eccentric», p. 14), sulla ricostruzione curva (p. 9) e sulla vasculite (p. 24); CAD-RADS 2.0, sezione 3.3.6; Kim 2024 (ASCI-PT), tema 8 · “Curved MPR can underestimate eccentric stenosis; hence evaluation should be performed in at least two perpendicular planes.”

Dettagli

Nella pratica. La ricostruzione curva può sottostimare una stenosi eccentrica, per cui la stenosi si valuta su almeno due piani perpendicolari e sulle sezioni trasversali. Se si misura un lume ellittico sulla sezione trasversale, l'ASCI-PT 2024 propone di fare la media tra il diametro massimo e il minimo, con un accordo moderato (66,7%).

Errore da evitare. Graduare una placca eccentrica su un solo piano longitudinale. Il lume può apparire ampio su quel piano e stretto su quello perpendicolare.

In altre fonti. La SCCT 2014 includeva la posizione eccentrica tra i descrittori facoltativi di una lesione stenotica. Nella SCCT 2026 «concentrico» compare a proposito della vasculopatia dell'allotrapianto cardiaco, che determina un restringimento concentrico distale; in questi pazienti, una placca eccentrica prossimale può essere dovuta ad aterosclerosi del donatore. (SCCT 2014, sezione 10.6.2, p. 352; SCCT 2026, p. 24)

In CCTA Map

La mappa non registra se la placca è eccentrica o concentrica. L'attributo si scrive modificando la bozza.

Stima visiva e misurazione quantitativa Visual estimation and quantitative measurement#

Altri nomi: stima visiva della stenosi, quantificazione della stenosi, valutazione visiva, eyeballing (colloquiale), visual estimation

Nella stima visiva il lettore assegna l'intervallo di stenosi confrontando a occhio il lume con il riferimento. La misurazione quantitativa calcola la percentuale da diametri o aree tracciati con un software.

Come si scrive nel referto

IVA media: placca parzialmente calcifica che determina stenosi moderata (50–69%), stimata visivamente in circa il 55%.

Da non confondere: un valore stimato a occhio con una misura. Se non sono stati tracciati diametri, il valore si presenta come stima visiva, insieme al termine e al suo intervallo.

Apri l'esempio sulla mappa (CAD-RADS 3/P1) →
Limitazione nota della mappa

con il cursore, il modello di referto scrive solo il valore («del 55% circa»), senza termine né intervallo; non ancora corretto (verificato sulla mappa il 2026-10-08).

Voci correlate: Stenosi percentuale in diametro · Scala di graduazione della stenosi · Descrizione della stenosi nel referto

Fonte: SCCT 2026, testo sulla graduazione quantitativa della stenosi, p. 17 · “Visual estimate is typically sufficient for clinical interpretation since it is comparable to visual stenosis assessment in ICA”

Dettagli

Nella pratica. Per il referto è sufficiente la stima visiva per intervalli, paragonabile alla lettura visiva dell'angiografia invasiva. La misurazione non è di routine perché, rispetto all'angiografia quantitativa, ha una variabilità di circa ±25%. Se si misura, il valore si riporta insieme al suo intervallo.

Errore da evitare. Riportare solo «stenosi del 63%», una precisione che il metodo non ha. Si scrive il termine con il suo intervallo e, se lo si desidera, il valore misurato.

In altre fonti. Nella quantificazione con software, la SCCT 2024 preferisce le misure di area e di volume a quelle di diametro, perché più riproducibili. Per il referto clinico, il glossario segue la stima visiva della SCCT 2026. (SCCT 2024 sulla quantificazione, sezione 3, p. 432; SCCT 2026, p. 17)

In CCTA Map

Con il cursore, il modello di referto scrive solo il valore, come «stenosi di circa il 45%» o «stenosi del 45% circa», senza termine né intervallo. È una limitazione del programma: modificando la bozza, aggiungere il termine, l'intervallo e, se il valore non è stato misurato, che si tratta di una stima visiva. Con i pulsanti 0–5, il modello scrive il termine e l'intervallo; il valore interno di ogni pulsante rappresenta l'intervallo e non è una misura.

Testo letterale del modello della mappa

Interventricolare anteriore (LAD): segmento prossimale: placca parzialmente calcifica che determina stenosi moderata (50-69%); restante decorso del vaso senza lesioni. Rami D1, D2: assenza di lesioni.

Coronaria destra (RCA): segmento medio: placca non calcifica che condiziona stenosi di circa il 45%; restante decorso nella norma. Rami AM, PDA, PL: assenza di lesioni.

Conclusioni Coronaropatia ostruttiva moderata. Categoria CAD-RADS 3/P1.

Malattia ostruttiva (≥50%) in LAD.

Descrizione della stenosi nel referto Reporting a coronary stenosis#

Altri nomi: descrizione della lesione coronarica, refertazione della stenosi, classificazione ACC/AHA delle lesioni (tipi A, B e C in angiografia; la SCCT 2026 non la usa), reporting a coronary stenosis

Ogni stenosi si descrive con la sede anatomica, il tipo di placca che la determina e il grado, espresso con termine e intervallo. La SCCT 2026 richiede questa valutazione per segmento secondo il CAD-RADS 2.0.

Come si scrive nel referto

CD prossimale: placca non calcifica che determina stenosi moderata (50–69%).

Apri l'esempio sulla mappa (CAD-RADS 3/P1) →
Limitazione nota della mappa

la placca allo 0% compare senza il suo tipo, e la seconda placca del segmento viene omessa se non ha caratteristiche ad alto rischio; non ancora corretto (verificato sulla mappa il 2026-10-08).

Voci correlate: Scala di graduazione della stenosi · Ostiale e iuxta-ostiale · Eccentrica e concentrica · Pervio, senza stenosi e senza placca

Fonte: SCCT 2026, Tabella 5 (consensi interpretativi, raccomandazione forte) e Tabella 6 (valutazione per segmento secondo il CAD-RADS 2.0); esempio di formulazione, p. 15 · “Description of stenosis is based on the anatomical location (e.g., mid LAD, distal RCA) rather than on segment numbers (e.g. segment 5, segment 7).”

Dettagli

Nella pratica. Fa da modello l'esempio della SCCT 2026, che nomina prima il segmento, poi la placca e infine il grado, come «CD prossimale con placca non calcifica e stenosi moderata (50–69%)» (il PDF preliminare riporta «50–60%», probabilmente un refuso). Si possono aggiungere attributi come ostiale, in biforcazione o eccentrica.

Errore da evitare. Definire normale un segmento con placca che non riduce il lume. «Normale» richiede l'assenza di placca e di stenosi, e una placca da sola dà già CAD-RADS 1.

In altre fonti. In emodinamica la lesione si classifica come tipo A, B o C secondo l'ACC/AHA in base a lunghezza, eccentricità, angolazione, calcio, rami coinvolti, trombo e grado di stenosi. Questa classificazione stima il successo e il rischio dell'angioplastica. La SCCT 2026 non la usa. (Sianos 2005, SYNTAX, p. 222)

In CCTA Map

Il modello di referto redige un paragrafo per vaso, con frasi come «segmento prossimale: placca non calcifica che determina stenosi moderata (50-69%)», e alterna «che determina», «che condiziona» e «con» senza cambiare il significato. Limitazioni del programma: una placca allo 0% compare come «placca senza stenosi significativa», senza il tipo, e se un segmento ha due placche la seconda viene descritta solo quando ha almeno una caratteristica ad alto rischio marcata. Modificando la bozza, scrivere il tipo di placca seguito da «senza riduzione luminale visibile» e aggiungere la seconda placca quando non compare; queste omissioni nel testo non cambiano la categoria né la P.

Testo letterale del modello della mappa

Interventricolare anteriore (LAD): segmento medio: placca senza stenosi significativa; restante decorso del vaso senza lesioni. Rami D1, D2: assenza di lesioni.

Coronaria destra (RCA): segmento prossimale: placca non calcifica che determina stenosi moderata (50-69%); restante decorso nella norma. Rami AM, PDA, PL: assenza di lesioni.

Conclusioni Coronaropatia ostruttiva moderata. Categoria CAD-RADS 3/P1.

Malattia ostruttiva (≥50%) in RCA.

Ostiale e iuxta-ostiale Ostial and juxta-ostial#

Altri nomi: lesione ostiale, stenosi ostiale, coinvolgimento ostiale, lesione aorto-ostiale (ostio della CD o del tronco comune nell'aorta), lesione iuxta-ostiale, juxta-ostial

«Ostiale» si usa quando la placca coinvolge l'orifizio di origine del vaso: quello della coronaria destra (CD; RCA) o del tronco comune (LM) nell'aorta, oppure quello di un ramo nel vaso da cui origina, come l'ostio dell'interventricolare anteriore (IVA; LAD) alla biforcazione del tronco comune. «Iuxta-ostiale» si usa quando la placca è vicina all'origine ma risparmia l'orifizio. La SCCT 2026 cita «ostiale» come attributo senza fissare una distanza; «iuxta-ostiale» è un termine d'uso, non di consenso.

Come si scrive nel referto

IVA prossimale: placca non calcifica iuxta-ostiale, che risparmia l'ostio dell'IVA, con stenosi moderata (50–69%).

Da non confondere: una stenosi ostiale da placca con l'ostio a fessura di un'origine anomala o con il coinvolgimento ostiale di una vasculite che si estende dall'aorta. Questi restringimenti non sono aterosclerotici e si codificano con il modificatore E.

Voci correlate: Tronco comune · Anatomia ad alto rischio dell'arteria anomala · Vasculite coronarica · Proiezione di massima e minima intensità

Fonte: SCCT 2026, testo sulla placca aterosclerotica (attributo «ostial», p. 14), sull'anatomia coronarica (p. 11), sulla graduazione quantitativa (p. 16), sulle MIP (p. 9), sulle anomalie (p. 20) e sulla vasculite (p. 24); Kim 2024 (ASCI-PT), temi 1 e 7; CAD-RADS 2.0, Tabella 4 e sezione 3.3.6 · “If the proximal segment is not appropriate (e.g., ostial lesion), the closest distal reference can be chosen.”

Dettagli

Nella pratica. L'ostio si valuta su sezioni trasversali e longitudinali; le MIP da 5 a 10 mm mostrano bene l'origine, ma non servono a graduare la stenosi. In una lesione ostiale il segmento prossimale non può fare da riferimento e si sceglie il riferimento distale più vicino. All'ostio dell'IVA o della circonflessa (Cx; LCx) si precisa se la placca occupa la biforcazione del tronco comune: la SCCT 2026 attribuisce la malattia di una biforcazione al segmento precedente, e l'ASCI-PT 2024 classifica come tronco comune le lesioni della biforcazione verso l'IVA o la Cx. Se la placca si attribuisce al tronco comune, una stenosi pari o superiore al 50% è CAD-RADS 4B. La placca iuxta-ostiale si registra nell'IVA o nella Cx prossimale.

Errore da evitare. Definire ostiale una placca dell'IVA prossimale che risparmia l'orifizio. È iuxta-ostiale e si registra nell'IVA; solo la placca che occupa la biforcazione si attribuisce al tronco comune.

In altre fonti. La SCCT 2014 includeva già «ostiale» tra i modificatori facoltativi della placca, e il coinvolgimento ostiale o di un ramo tra i dati sull'estensione della stenosi. (SCCT 2014, sezione 5.4, p. 346, e Tabella 4, p. 347)

In CCTA Map

La mappa non ha un attributo «ostiale»: la placca si disegna nel suo segmento (in una biforcazione, nel segmento precedente) e l'attributo si scrive modificando la bozza. In un'anomalia che origina da un seno aortico («seno R» o «seno L» nella scheda «Un vaso» di «Origine delle coronarie», menu «Anatomia ▾»), il pulsante «Ostio a fessura / decorso iniziale ad angolo acuto» in «Caratteristiche ad alto rischio» descrive la forma dell'orifizio anomalo, non una stenosi da placca. Limitazione del programma: la mappa non gradua un restringimento senza placca, e un'anomalia con stenosi moderata risulta CAD-RADS 0/E invece di 3/E. La categoria si corregge modificando la bozza, senza aggiungere la P; disegnare il restringimento come lesione non risolve il problema, perché la mappa lo descrive come placca e aggiunge P1.

Autovalutazione

Domande brevi per verificare l'essenziale. La risposta compare dopo la scelta.

1Il software di analisi mostra nell'IVA media un diametro luminale minimo di 1,5 mm, un diametro di riferimento di 3,0 mm e una stenosi in area del 75%. Quale grado si riporta?

2Una placca non calcifica della CD prossimale presenta rimodellamento positivo. A livello della lesione il diametro esterno del vaso misura 5,0 mm e il lume minimo 2,0 mm. Il lume del segmento normale prossimale misura 3,2 mm. Quale grado si riporta?

3In un esame di buona qualità, un tratto di 5 mm della Cx prossimale non mostra contrasto nel lume e la Cx distale si opacizza. Nel tratto non c'è calcio e non sono visibili collaterali. Come si descrive?

4L'IVA prossimale, la Cx prossimale e la CD media presentano stenosi moderata (50–69%), senza altre lesioni. Senza considerare il carico di placca né i modificatori, quale categoria si assegna?

5Quale frase dei reperti segue le raccomandazioni della SCCT 2026?

Bibliografia

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  8. Kim C, Park CH, Lee BY, et al. 2024 consensus statement on coronary stenosis and plaque evaluation in CT angiography from the Asian Society of Cardiovascular Imaging-Practical Tutorial (ASCI-PT). Korean J Radiol. 2024;25(4):331-42. doi:10.3348/kjr.2024.0112

Fonti delle note «In altre fonti»

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  2. Leipsic J, Abbara S, Achenbach S, Cury R, Earls JP, Mancini GBJ, et al. SCCT guidelines for the interpretation and reporting of coronary CT angiography: a report of the Society of Cardiovascular Computed Tomography Guidelines Committee. J Cardiovasc Comput Tomogr. 2014;8(5):342-58. doi:10.1016/j.jcct.2014.07.003
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